Ritorno ad Ita...ly!
Danila e Maurice, nel podcast Departures, dedicano la puntata al tema del ritorno in Italia/Europa (“Arrivals”).
Discutono i motivi più comuni che spingono a rientrare dopo anni in Australia: desiderio di quotidianità con famiglia allargata (nonni, zii, cugini) soprattutto con figli, distanza e tempi di viaggio, e nostalgia di un “peso” culturale europeo rispetto all’Australia.
Danila racconta che il compagno Marco, in Australia da 16 anni (dopo Londra), valuta il rientro; lei è aperta all’idea ma solo dopo cittadinanza/passaporto australiano, anche per evitare rischi legati alla residenza permanente.
Emergere anche il tema lingua/identità per i figli (voler far scrivere bene l’italiano) e la scelta di rientrare in Veneto, dove ci sono legami e un contesto economico più solido, evitando di diventare immigrati in un terzo paese (es. Barcellona) per barriere linguistiche e mancanza di supporto reale.
Maurice descrive la sensazione di estraneità nel tornare nel luogo d’origine dopo molti anni e come l’esperienza all’estero cambi prospettive e relazioni; cita aspetti dell’Italia che oggi fatica a sopportare (telegiornale ansiogeno, “chiacchiera da bar”, discorsi rimasti uguali).
Consigliano di non prendere decisioni affrettate e irreversibili: lasciare porte aperte, chiudere bene lavoro e pratiche, perché una “visa history” problematica (es. interrompere uno student visa) può rendere difficile rientrare in Australia in futuro, specie senza sponsor o profilo skilled e con regole cambiate.
Chiudono con una riflessione su “l’Australia non è più quella di una volta”: secondo loro il mondo è cambiato (costi post-Covid), ma l’esperienza resta valida per chi parte oggi; invitano a vivere la propria esperienza e non scoraggiarsi dai giudizi altrui.
Accennano infine al tema agenzie/servizi visti (utilità limitata per WHV e cittadinanza, spesso più pigrizia o mancanza di inglese che complessità) e chiedono feedback e temi per le prossime puntate, annunciando un episodio sui “fuffaguru”.